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La Critica

di Michela Franzelli, 2014

Simboli e riflessioni

Il linguaggio pittorico di Walter Salin svela una personalità umana ed artistica incisiva, fantasiosa , ricca di vitalità e significato, al contempo emerge anche uno spirito contestatore, ma posato, ribelle e riflessivo. La sua pittura rispecchia il suo essere.
In ogni opera un simbolo, ogni simbolo un significato, a volte facilmente interpretabile, altre impercettibile all’occhio umano, se non si presta la dovuta attenzione.
Polemico e contestatore del “sistema sociale”, capace di avvolgere l’osservatore ad una attenta riflessione, Salin nasconde nell’opera elementi simbolici apparentemente incoerenti col contesto pittorico, ma determinanti nella chiave di letture dell’opera.
Dimostra d’essere un abile pittore capace di raccontare con estrema semplicità scene di vita passata, presente ed ipoteticamente futura.
Quindi, maschere, figure femminili, Crocifissi e simbologia criptica sono ben amalgamati all’alchimia pittorica, sono il fulcro di un’arte studiata e meditata, descrivono velatamente una società inetta, ormai avvelenata dalla corruzione ,dall’immoralità, dall’apparire e dall’arrivismo.
In particolar modo la donna è un’immagine costante nell’opera di Salin, a volte raffigurata come raffinata e sensuale seduttrice, carica di classe , spesso col volto celato dietro ad una maschera, altre volte come una scaltra avventuriera.
La donna è rappresentata dall’artista in tutte le sue “forme”, nel bene e nel male, nel contemporaneo e nella storia, quasi come se volesse porsi da saggio consigliere al genere maschile.
Walter Salin rientra di diritto tra gli artisti rivoluzionari nel mondo dell’arte, non per particolari intenti tecnici ( seppur dimostrando d’essere un pittore virtuoso), o per una stravolgente innovazione figurativa ( è un dato di fatto che il suo stile pittorico è facilmente riconducibile al simbolismo e ancor più al surrealismo padano), ma come sornione contestatore dell’apparente “ordine sociale”, pacatamente ribelle al conformismo ed ai poteri superiori, ma non per ideologia anarchica, ma come contestatore di una democrazia falsa, ingiusta e mediocre, dove non vince il “genio”. Salin è contro una società dove il termine meritocrazia pare esser stato cancellato dal dizionario della lingua Italiana, dove furbizia e falsità sembrano esser considerati pregi piuttosto che difetti e lo grida silenziosamente attraverso le sue opere, in particolar modo nella sequenza di dipinti dedicata alle maschere.
A questo punto sfugge la definizione dell’artista o meglio dell’artista accademico e sorge spontanea la domanda: chi è Walter Salin?

E’ un uomo che riporta in ogni sua opera il suo bagaglio di vita vissuta, la sua musica nella lirica dei colori, la sua etica morale in ogni simbolo rappresentato, la sua esperienza come uomo, padre, insegnante, ma soprattutto la sua saggezza e la sua razionale capacità di riflessione. Questo è Walter Salin.



Scrivono di me:

“La pittura di Walter Salin ci proietta in una dimensione visiva insolita, offrendoci una visione pittorica in cui razinalit, simbolismo,intuizioni e sensazioni si integrano per dare una tangibile esemplificazione sia delle variabili con cui si possono percepire diverse entità, sia delle soluzioni possibili agli interrogativi, dubbi, incertezze di cui facciamo quotidiana esperienza (…) Egli dedica buona parte della sua ricerca all’analisi della figura umana, all’essere in quanto sublime espressione di spiritualità e corporeità in perfetto equilibrio e segnatamente alle polivalenze espressive e sensibilità dell’universo donna. Con precisi giochi di luce e ritmate variazioni timbriche e tonali, realizza forme e lineamenti di raffinata bellezza spingendo nel contempo l’indagine introspettiva nei segreti recessi dell’animo (…) Luci e ombre in antitesi a riformulare, nella sintesi, un tracciato figurale nuovo, mediante una complessa orchestrazione di colori che danno ad un tempo volumetria alle forme e lirica voce ai sentimenti dell’anima.”

Vito Cracas, 2011



“I suoi quadri m’hanno affascinato…non è facile incontrare tipi come lui nella vita e ritrovarli, ogni tanto, reca conforto. La sua pittura è pensiero fissato sulla tele e lo vedi che è pensiero pertanto non mi stupisce il successo delle sue mostre”.

Arnoldo Foà, 2000



“Una pittura che vuole rappresentare situazioni sentimentali estreme… Non lascia tranquilli, non si fa dimenticare”

Mario Cossali, 1992



“Lui: intelligenza, studio, abilità, sentimento così ho voluto sottolineare tre vocali d’amore, A: immediato facilistico, E: raro forse perché ironico, I: vero importante e … felice. Grazie”

Vittoria Palazzo, Milano 1992



“In Salin c’è un’idea della comunicazione come offerta di sé, dell’espressione artistica come servizio”

Ruggero Morghen, 1993



“Interpretando il realismo magico di Salin si coglie la magia di segni che costruiscono ambienti per la nostra fruizione estetica”

Elisabetta Rizzioli, 1993



“Walter Salin muove da una precisa concezione filosofica fondata su una vera e propria prassi concettuale e spirituale e per il cui perseguimento la scelta formale di un figurativismo sintetico è appunto funzionale… l’artista si pone con atteggiamento di forte ricettività emotiva, è la ricerca di una risposta per uscire dal soffocamento della materia. Insomma, Salin ci svela e poi ri-vela il suo intimo e facendo questo esso lo pone come pietra di paragone alla quale si possono accostare le situazioni interiori di “altri”. La sua è una pittura da rivedere più volte con l’occhio del cuore, espressione di una puntuale ricerca che si fonda su valori universali.”

Maurizio Scudiero, 1996



“Un tratto deciso e bello, accattivante, acrilici che trasmettono sensazioni, addirittura vibrazioni di piacere estetico che raramente ho avuto modo di ammirare”

Graziano Dallaglio, 1996





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